Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) impone alle PMI italiane un obbligo troppo spesso sottovalutato: dotarsi di assetti organizzativi adeguati per rilevare tempestivamente la crisi aziendale. Con le modifiche entrate in vigore nel 2024 e i controlli intensificati nel 2026, l'Agenzia delle Entrate e gli organismi di composizione della crisi stanno verificando la presenza di questi strumenti.

Cosa devono fare le PMI entro il 2026

L'articolo 2086 c.c., modificato dal Codice, richiede che gli amministratori istituiscano:

  • Un sistema di controllo di gestione con indicatori di crisi (DSCR, PFN/EBITDA, indici di liquidità)
  • Procedure formalizzate per il monitoraggio trimestrale dei flussi di cassa
  • Un piano industriale/budget annuale aggiornato
  • Verbali del CdA che documentino l'analisi degli indicatori

La mancanza di questi strumenti espone gli amministratori a responsabilità personale in caso di crisi, anche con il proprio patrimonio personale.

Il consiglio operativo dello Studio Bondavalli

Non serve un sistema complesso: anche per le piccole imprese è sufficiente un cruscotto Excel trimestrale che monitori 4-5 indicatori chiave (margine operativo, giorni di incasso, rapporto debiti/fatturato, posizione finanziaria netta). L'importante è che sia documentato e discusso regolarmente con il commercialista e formalizzato in verbali.

Chi non si è ancora adeguato dovrebbe farlo entro il primo trimestre 2026, prima delle verifiche previste per le comunicazioni periodiche all'Agenzia delle Entrate.

Fonte: Il Sole 24 Ore, "Codice della Crisi: controlli 2026 sugli assetti organizzativi delle PMI", gennaio 2026; CNDCEC, Documento "Indicatori di crisi nelle PMI", febbraio 2026

Domande frequenti

Questo riguarda anche le piccole imprese?

Sì, la maggior parte delle novità normative si applica anche alle micro e piccole imprese. Lo Studio Bondavalli assiste PMI di ogni dimensione nella provincia di Modena.

Come posso verificare la mia situazione?

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The Business Crisis and Insolvency Code (D.Lgs. 14/2019 - Legislative Decree 14/2019) imposes an obligation on Italian SMEs that is too often underestimated: establishing adequate organizational structures to detect corporate crisis in a timely manner. With amendments that took effect in 2024 and intensified controls in 2026, the Italian Revenue Agency (Agenzia delle Entrate) and crisis composition bodies are verifying the presence of these tools.

What SMEs Must Do by 2026

Article 2086 of the Italian Civil Code (c.c. - codice civile), as amended by the Code, requires directors to establish:

  • A management control system with crisis indicators (DSCR, PFN/EBITDA, liquidity ratios)
  • Formalized procedures for quarterly cash flow monitoring
  • An annual business plan/budget that is regularly updated
  • Board minutes (verbali del CdA - verbali del Consiglio di Amministrazione) documenting indicator analysis

The absence of these tools exposes directors to personal liability in the event of crisis, even affecting their personal assets.

Studio Bondavalli's Practical Advice

A complex system isn't necessary: even for small businesses, a simple quarterly Excel dashboard monitoring 4-5 key indicators (operating margin, collection days, debt-to-revenue ratio, net financial position) is sufficient. The important thing is that it be documented and discussed regularly with your accountant and formalized in meeting minutes.

Those who haven't yet complied should do so by the first quarter of 2026, before the scheduled verifications for periodic communications to the Revenue Agency.

Source: Il Sole 24 Ore, "Codice della Crisi: controlli 2026 sugli assetti organizzativi delle PMI", January 2026; CNDCEC, Document "Indicatori di crisi nelle PMI", February 2026

Frequently asked questions

Does this also apply to small businesses?

Yes, most regulatory changes apply to micro and small enterprises too. Studio Bondavalli assists SMEs of all sizes in the Modena province.

How can I check my situation?

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